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CURRICULUM da EVITAE
Marco Testa nasce a Torino il 31 gennaio di un anno che desidera rimanga imprecisato poich’egli si ostina a non crescere. Attualmente vive in provincia di Torino, in un edificio di pochi piani soltanto immerso nel verde. Ivi può respirare natura, ascoltarla gemere se lambita dal vento, lasciarsene pervadere, ispirare, solleticare anima, amarla nel profondo. Sempre che non vi siano merenderos a rovinare tutto. Questo per alimentare anima. Per alimentare stomaco invece gestisce un distributore di carburanti. Ha al suo attivo una mini raccolta di racconti tragicomici dal titolo Acqua e vite edita dalla Firenze Libri, e un Diario demenziale appena terminato di scrivere, dove mescola il vero al possibile in chiave surreale grottesca e intitolato “Titolo a zonzo”. Per quest’ultimo però, qualora non si presentasse una casa editrice più grande, conta di autoprodursi. Precedentemente ha dato corpo ad un romanzo breve noir grottesco intitolato “Liquid”, tuttora inedito. Pensa, magari in futuro, di farne un video fumetto. Ha cominciato recentemente l’ideazione di un programma televisivo per adolescenti e si sta attivando per la realizzazione di laboratori di scrittura poetica e creativa umoristica nelle scuole.

In passato ha realizzato il design e la scenografia di un cortometraggio indipendente dal titolo “HTC, cose dell’altro mondo”, oltre che recitarvi all’interno. È attirato dall’espressione artistica in ogni suo aspetto, ha realizzato videoclip culturali e l’editing degli stessi, collabora con il gruppo artistico indipendente “Espoacaso” con il quale ha organizzato e partecipato a mostre d’arte, e una sfilata di moda con vestiti realizzati con materiali di recupero. Recentemente è entrato a far parte della associazione poetica Les Droles che ha dato vita alla lodevole iniziativa La Primavera dei poeti. Ed è proprio grazie alla Primavera dei poeti che nel giugno del 2007 è andato insieme ad altri insigni e rinoMatti colleghi in trasferta poetica in Francia, al Festival di Champtin.

Nell'ottobre 2006 la sua poesia "Ronf" è stata premiata al concorso Tra le parole e l'infinito di Caivano (NA), nel giugno 2007 la sua poesia "Benzina Pompando" ha ricevuto menzione di onore al concorso "Poeti in aia" di Carignano (TO), e nel dicembre 2012 secondo alcuni, un inversione del campo elettromagnetico terrestre stravolgerà il mondo. Quest'ultimo dato forse non centra, ma: Speriamo! Si avveri, naturalmente..) Ma torniamo al Reale..

Nel Dicembre 2007 ha partecipato vincendo allo Xmaslam, gara poetica Slam di Natale, promossa da Poesia Totale e del quale se ne è parlato su RadioRaiTre nel corso del Programma Radiofonico Fahrenheit.

Nell'Aprile 2008 è stato Poeta Ospite insieme ad altri Poeti in una splendida cornice medioevale a Cagli, nelle Marche, nuova frontiera della Primavera dei Poeti.

Nel Maggio 2008 sempre insieme alla Primavera dei Poeti e per conto del Comune di Venaria Reale ha curato la Direzione Artistica e dato vita a 2 giorni di Musica e Poesia nel corso della Festa delle Rose, dinanzi alla Reggia di Venaria Reale. Ivi ha messo in scena 2 sue kermesse poetico musicali incontrando il favore generale. Una realizzata mettendo insieme parti di testo di poeti vari e testi suoi, in modo ironico, grottesco e demenziale; l'altra realizzata mettendo insieme testi di alunni di un liceo di Avigliana, intervallandoci del suo a dissacrare o enfatizzare. La prima di queste kermesse è stata poi sponsorizzata dal Comune di Vinovo ed eseguita nell'ala Don Donadio dello stesso comune.

Nell'Ottobre 2008 ha partecipato al Festival di Poesia Vagabonda di Settimo Torinese, e poichè l'evento si svolgeva in una officina meccanica ha vestito i panni di un suo personaggio adatto all'occasione, il Conte Oli Verve.

Marco Testa ama poi disegnare, costruire e trasformare oggetti, difatti spesso lo si nota rovistare nei cassonetti, la gente butta via le cose più incredibili, legge di tutto, ascolta il vento. È lecito pensare che se continua così finirà alla neuro..) Talvolta lo si vede pure gironzolare tra i turisti della Reggia di Venaria Reale, declamando a loro poesie, e dandogli su libera offerta alcuni dei suoi libretti di poesie che si autoproduce.

Ma c’è in lui anche un tecnico. Diplomatosi Perito Elettronico, prima di rilevare il distributore di benzina gestito al tempo da suo padre, è stato Responsabile Tecnico per una ditta operante nella Sicurezza e nell’Alta Fedeltà, per la quale riparava installava e collaudava antifurti, oltre che progettare e far brevettare alla stessa due sistemi di allarme. Vi sarebbe ancora altro, tipo se è magro in forma basso o alto, ma per il momento questo, è tutto. Ah, si: Marco Testa, pensa di avere il senso dell’umorismo.

Grazie per la tensione, il primo curriculum in blog è sempre un’emozione, saluto Totti e vo’ a letto. Pardon: saluto tutti. E dire che non seguo neanche il calcio. Vo’ a letto, dai.. Buona lettura anche a voi, quindi.

PAGA GENTILEZZA

La gentilezza quando è vera
Incanta e Cura
Disarma, Spiazza.

Ha il potere della buona parola
la Forza, dell'intenzione giusta

E quando consona e opportuna
S'ella Pura e Tempestiva
Mai, è scema.
Ma vince Equa, e impar
Pareggia

E l'imbarazzo, se si genera
Tosto annulla

Chi lavora, chi festeggia, chi tra scorn si destreggia, sempre avanti, folle corsa, ieri e oggi e in ogni tempo, cuor leggero e via col vento! Fischiettando il ritornello: Questo amare quanto è bello

E che l'amore ognun colga,
pervada e travolga
come l'influenza!

E che l'amore
guarisca

una giornata lavorativa tipo

BENZINA POMPANDO

Italia, ore 3 e 23, inverno: rincaso contento.
Lieto d’umore e di vino lo spirito.
Mi giro mi curo, mi obbligo a letto.
La mente galoppa.

Ore 3 e 48: sveglio.
Ore 3 e 91: delirio.
Uno 2 e 24: terno!
Ore 6 quasi giorno: dormo.
Trilla la sveglia, ore 6 e 48.

Esco.
Arrivo al lavoro 1 minuto in ritardo.
Clienti lamentano: è un’ora che aspetto!
Eccomi, pronto! Dico, energia simulando.

Poi alzo serranda,
e scorgo in vetrina il mio volto riflesso:
Dio che spavento!
Il cimitero vicino mi par meno mesto.
Fortuna c’è il vento.
Lo assorbo ne godo e allor mi riprendo.
Riaffiora lo spirito:

Si ori e si argenti, venite v’accolgo!
Vuotiamo le tasche? Guardiamo acqua e olio?
Buongiorno signora! Quanto le metto?

Il pieno, sussurra.
Mio Dio quanto è bella! penso.
Tenga, le dico:
pensavo a un buon modo
per rompere il ghiaccio
e allora ho pensato: Le dono un raschietto!

La donna sorride. Io godo il momento.
Mi viene uno spunto di un nuovo racconto.
Lo inizio: bello!
Ma un’altra donna mi chiede
il cambio dell’olio.
Accidenti! Proprio adesso?
Parcheggio il racconto.
La donna è funerea.
Nel mentre lo cambio confessa un aborto:
Azzo!

Sarebbe stata una bimba, dice.
Ma ormai se n’è andata, penso: Morta lì!
Spirito macabro.
Quasi ne rido però mi trattengo.
Le omaggio un raschietto.
Pensando al tagliente però me ne pento.
Mi lavo le mani, torno allo scritto.

Ma amaro rimane.
Il foglio davanti mi pare più bianco.
Un’auto si ferma in mezzo alla strada
bloccando il passaggio:
Per il cimitero? Domandano.
Se rimane lì in mezzo ci arriva di certo!
Poi squilla il telefono: non alzo.
Entra un cliente: è chiuso! No, non posso.
Allora lo servo. Ritorno allo scritto.
Annoto. Sviluppo. Ancora sviluppo.
Mi scusi, è aperto? Mi chiedono.
Guardo orologio: avrei già dovuto chiudere
da un’ora e un quarto!

Scribache devianze

COME TI GUARDA LA GRAFFETTA DI WORD
QUANDO IL TEMPO PASSA
E NON SCRIVI
NIENTE

Cazzo ti guardi?? Dico! Vuoi scrivere te?
Invece di stare li a guardarmi
con quell’aria di sufficienza
Datti da fare!

Pulisci il documento, che so,
ordina gli stili, controlla gli spazi,
ortografia, punti e a capo
Insomma, fai qualcosa!
Ti sembra facile scrivere?

E adesso? Che fai?? Ti addormenti???
Ti ho appena scritto di lavorare
e in risposta chiudi gli occhi??
Ma te lo devo dire a voce alta?
LAVOOORAAAAAA..!!!
Invece di stare a guardarmi!

Sei dislessica? Disgrafica? Dispotica?
Dura di caratteri? Di periferiche?
Mi stai facendo perdere il CTRL, cazzo!
Imbizzarrire lo SHIFT!
Smettila, ti dico!
FINE! ALT! ESC! U-essi-Bì!
ALT, GRRRRR..!!

Ti sbrano graffetta strafottente!
Ti data BASEsco!
Ti stampo con i baffi!
Ti tolgo dal piè pagina e ti confino
fuori bordi!
Ti metto a fare buste ed etichette!
Ti torco e ti do forma
che nemmeno tu ti imMargini!

E se con questo non la finisci,
ti cancello ENTERamente!

E se il PC, Osa difenderti,
lo arrovento di megacalcoli
bruciandolo allegramente!
Un Toast di Tasti ne faccio!

FIREEEEEEEEE……WIRE..!!

.......

RONF

Ronf.. Ronf..
Mi so’ addormentato.
E dormendo, sognato, di essere un fiore.
Un fiore bellissimo, aperto alla vita,
baciato dal sole.
Dal sole che è luce, dal sol che è calore.
E tutto me intorno, altri e più fiori.
E alberi e campi e verdi distese.
E vi erano uccelli, ninfee e fanciulli,
nudi nei piedi e senz’ombre nel cuore.
Carezzi dal vento, in tuba d’amore.
Dal vento che soffia ovunque passione.
Che ovunque lambendo,
anime e petali facea sussurrare.
Facea musicare. Di amore, vibrare.

Poi uno scarpone: Schiacc..!
Pesante, reale.
Più nulla del fiore!
Era la sveglia.
Or di,
lavorare.

Per chi ama la fotografia

BIANCO E NOIR

L’occhio di un fotografo è un po’ pirata.
Punta centra taglia e strappa.
Ha per sciabola il suo pensiero, per cannon
la sua veduta.
E pronto sciolto avanti scatta, arremba vita,
magari con macchia,
l’obiettivo non è sempre lindo,
ma senza paura.

L’occhio di un fotografo carpisce quindi,
afferra, porta via.
Annienta il tempo, immobilizza lo spazio.
Ma non li uccide.
Li deifica, li immortala.

L’occhio di un fotografo è un occhio buono,
che funziona,
quando va bene artistico,
che ruba immagini e ne fa bandiera
Bianco e Noir
come il teschio, su quella nera.

Sull’altro occhio c’è una benda:
Non tutti amano i pirati.

Ma forse,
solo dopo averne viste di tutti i colori
si può affrontar quadricromia!

...
IL COLMO DELLA COPPA

Nasco e vivo e vo’ verso a morte,
ebbro di coppe volute e cercate,
mai trovate, forse,
o forse sì,
e sbronzo di esse.

Sbronzo di sesso,
del profumo dei soldi,
da indotti bisogni o da televisione,
da anestetico alcol nelle mie notti sole,
o nelle mie notti Ganze,
in un mondo distorto,
dopato insanabile dalla sete di vincere,
dove il solo campare non è più sufficiente,
dove il solo Campari senza Gin non è Niente,
dove il Mix te lo vendono in innocue sembianze,
colorato e sgargiante
e avvicina i fanciulli al bere pesante!

Dove le macchine sono razzi e i limiti Cazzi,
dove i pericoli Tanti,
e amari,
amare le multe,
amara la sorte, talvolta succede,
amori di.. figli, che non puoi più baciare.
E finisci col bere, per dimenticare!

In un mondo dove chi la fa la aspetti
e chi non ti aspetti la fa
e fa leggi pure.
Dove si condanna e si fa polverone,
se vi è un riflettore.
Se no niente, puoi morire.
Dove si predica e razzola dallo stesso barile.
Dove ognuno fa la sua parte,
e nessuno,
proprio nessuno,
morali può fare!
E io a questo gioco, non voglio più Giocare!

Tenetevi le Coppe,
riempitele di che volete,
io mi abbevero di poesia,
inebriando il mio cuore.

Sbronzo, d’amore.

Buon Appetito

MENU' DEL GIORNO CHE NON V'E' DRY

Lingua al verde catarro
Alluci marinati sott’accetto
Giovin porchetta affettata nei modi

___________

Gnocca alla sbava
Capelli in brodo
Zuppa di zoppa con le zeppe
Riso amaro al pianto

___________

Braccetto al sangue
Petto di pollo in stitico
Petto di pollo raggirato e turlupinato
Nasino alla francese in muco selvaggio

___________

Insalata di pomi d’adamo con dita
Insalata mal riposa con formaggi di fossa

___________

Sanguinaccio
Crem cacamel
Affogato al porto
Trancio di nulla al cunchè

___________

Il tutto annaffiato
da un corposo rosso d’ottima vena.
E dulcis in fondut: Mano al portafoglio!

Credeteci, dopo un pasto da noi,
non mangerete da nessun altra parte!
E il caffé, prendetelo poi sulle nuvole!
Pare che lì sia più Bonolis..

Trattoria del Trapasso
Via dei Campi ma non per sempre
666 – Partedelpas (TO)

Mi domandai chi sono
che sono, cheffaccio

ELOGIO AL GIOCO

Gioco

di ieri, di oggi,
gioco di Fanciullo,
non giogo ma gioco soltanto,
privo di funi, di sudici fini, privo di affanno
del tempo, di spazio, privo del
Possesso,
Senza grani e Senza tetto,
Senza paglia ma
Pagliaccio

Puro

Nel cuore, di mente,
de-mente, forse..
ma lieto, bizzarro, di Umor giocondo,
di Amor fecondo
e al tempo Guizzo, mi Ergo, Sobbalzo
Guitto, Buffone, Saltimbanco
di palo in frasca
di verso in verso

Diverso

Rido
Irrido
Fo’ il verso
Lo giro. Raggiro. Ribalto.
E ancor.. Ribaldo, Spazio..!
Sconquasso Barcollo
di senno e corpo
movendo a risa, talvolta..
Infondo.

E storie, narro..

Epiche, gesta, forse.. BALLE
Ne invento, Le conto
meno il rastrello e altre ne Accorpo
Io Contadino, Io Contastorie, Io Menestrello
dell’alme, Io..
Giullare, forse, in fondo.

Io.. Umano

Nel tempo impazzo
Corro
veloce, Sparato
inciampo e mi rialzo
Colpito da vita e nel
profondo
in pieno cuore
ma vivo è il ritmo: VIV..!!
La Vie

Tempo fa mi chiesero

COS'E' L'ARTE?

Cos’è l’arte??? Azz..!!!
Ma che razza di domanda è questa?
Vabbè! Dunque…

Considerate le possibili spinose problematiche nelle quali ci si può imbattere mettendo piede su questo terreno così difficile da affrontare, quali possano essere i molteplici ragionamenti del Cactus spesso in aria sollevati, “Cosè Larte” ha quasi certamente origini messicane. Nato a Ubik per unzione del Signore prima ancora della sua venuta, già in età atavica il piccolo Cosè ascoltò attentamente i dettami del Larte: suo padre. In quanto alla madre, considerato il gran peso che il piccolo ebbe fin dalla nascita sul mondo intero, morì durante il parto. Con il crescere poi, comprese molto presto di essere differente dai bambini della sua età. Decise quindi appena possibile in accordo con il padre di trasferirsi a Sonfigo: Cittadella d’alta quota, molto fuori dagli schemi in un luogo non comune. Di tanto in tanto però, per il se alimentare, scendeva tra le genti e ascoltava il loro dire, elargiva il suo sapere, sonnecchiava al piano stesso e si nutriva di reale, quotidiano e popolare. Ma molte rivoluzioni accompagnarono il suo esistere. Tanto che, il dove alberghi oggi, in qual paese più che un altro, in qual nazione, stato fisico o mentale, non ci è dato di sapere. Certo è, che se in presenza del buon Larte, l’operar ne beneficia e diventa fatto ad arte. Quando eccelle poi Larte, ei sa essere superiore: del volatile il bel planare. Mai univoco e in ogni dove, certamente non volgare, Larte è un folle, un anzitempo, un barcarol controcorrente destinato al non sostare. Larte crea, plasma, rompe, e in armonico equilibrio espressione sa trovare. Larte è luce, la sua ombra, è la luna e pure il sole. E’ alta grazia, ispirazione, vicinanza a perfezione. E’ nel vento che ti carica, nel bel sol che focalizza, nella pioggia a ricordare. E’ innanzi a vita, innanzi a morte, nella gioia e nel dolore. L’arte è arte, e in quanto tale, essa può sempre e comunque, il suo esser manifestare. Larte a parte e scherzi pure.
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Modifiche e Stravolgimenti di:
Marco Testa

L'immagine in testa è un disegno realizzato all'età di 15 anni,
la mattina dopo la prima notte d'amore,
e colorato recentemente con Photoshop,
da Marco testa


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giovedì, 13 novembre 2008, ore 08:42
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