mercoledì, 08 ottobre 2008, ore 09:34

Questa è la copertina del mio nuovo libretto di prosa poetica ironica e demenziale "Verde Spiranza" nella qual compare una "elaborazione grafica da foto" realizzate entrambe dal fraterno Matteo Gamba, ottimo fotografo e grafico, a mio parere. Il soggetto nella foto sono io )))
Sembro un TrogloPoeto.. eheh.. ;)


troglo5

marcotesta

mercoledì, 01 ottobre 2008, ore 17:38


Il Natale si avvicina,
e con esso l’occasione annuale
di essere più buoni.
Di pensare a chi sta peggio,
di elargire, di far doni.

Eheh ))) 

 

Non sapete a chi donare una parte, seppur piccola, dei vostri averi?

Siete stufi delle pie di turno, delle orsoline, o di solite associazioni?

  

Sostenete anche un Poeta: Marco Testa!
 

Regalando ai vostri amici o a voi stessi, o a clienti, dipendenti meritevoli, fornitori, collaboratori, insegnanti e alunni, non di meno ai discepoli o a parenti vari o ad altri affetti, uno o più dei miei libretti. Di poesie, che mi auto produco. Vanno bene anche per tenere in piano un tavolo dondolante o per pulirsi il di dietro in mancanza d’altre carte. Però prima leggeteli, magari. Ma non siete obbligati ovviamente..))

Posso farvene avere quanti ne volete, nessun problema, la mia poetica ironica e demenziale la conoscete, credo non servano altre parole.



I miei libretti al momento sono 3.

Uno si intitola “Buon Raccolto” ed è una raccolta di poesie leggere e giocose adatto anche ai bambini, infatti in ultimo c’è anche una poesia di mia figlia Marta che ha scritto quando aveva 8 anni prima di trasferirsi in Sicilia con la mia ex. Il disegno di copertina è un pagliaccetto che ha fatto lei stessa all’età di 4 anni.

Il secondo si intitola “Cattivo Raccolto” ed è una raccolta di mie poesie ironiche grottesche e demenziali. Il disegno di copertina è un paesaggio che ho fatto una domenica mattina quando avevo 15 anni, dopo la mia prima notte d’amore. Quello che vedete in testa al Blog.

Il terzo si intitola “Verde Spiranza” ed è una raccolta di miei testi in prosa poetica, risposte scemiserie a domande postami, tipo cosa sia la poesia, l’arte, quali libri ci han cambiato la vita ecc.. Il disegno di copertina è una elaborazione grafica da foto realizzate entrambe dal fraterno amico Matteo Gamba.

___________________________________________


Spero l’offerta possa interessarvi, per i miei libretti auto producendomi non posso mettere un prezzo in copertina, ma li fornisco a voi su offerta. Tipo chiedere l’elemosina, tipo i mendicanti di una volta che campavano con la poesia. Se interessati, chiedetemi pure maggior dettagli, ditemi quanti ne volete e quanto intendete e potete offrirmi.

Per chi volesse magari dell’altro, ho ancora delle copie del mio libro “Acqua e Vite” pubblicatomi dalla Firenze Libri Editore. Una raccolta noir grottesca di miei racconti.

marcotesta

sabato, 06 settembre 2008, ore 15:33

Ciao Net, Nat se vi chiamate Natasha o Natalia o similanti, Nu! Te non ti saluto, mi stai antitetico, ciao Nott, se leggerete il post la mattina presto. E il Nit? O cappero, l'ho dimenticato.. )) Però fa rima con Bit, e il Bit nel computer che avete sotto le dit, c'è senz'altro ;)

Ma adesso basta delirare.. Ivi scrivo per comunicare che il 27 Settembre e il 10 Ottobre di quest'anno prenderò parte a due rassegne culturali interessanti e farò spettacolo. Eccovi i Link per il maggior dettaglio. Taglio corto avrete notato, e torno a produrre altro. A presto. Un Bye Byte informatico ;)


Festa del lettore, comune di Vinovo

Poesia Vagabonda, comune di Settimo 


Durante la festa del lettore metterò in scena la mia Kermesse poetica delirante musicale già eseguita per il comune di Venaria Reale nel corso della Festa delle Rose questo maggio. Collaboreranno con me i musicisti Claudio Nicola, Toti Canzoneri ed Emanuele Francesconi, la Cantante e attrice Monica Genesio, i giovani attori Danilo Pugliese e Giusi Lazzara, la Poetessa cubana Velia Lechuga Rey. La scenografia sarà realizzata da Laura Rossi 

Durante il Festival di poesia vagabonda vestirò i panni di un mio personaggio, il "Conte Oli Verve", svolgendosi il mio intervento poetico in una officina meccanica e facendo io il benzinaio per riempire pancia e auto mi sembrava indicatissimo )) In questa occasione declamerò mie poesie deliranti sparse, accompagnato musicalmente da Claudio Nicola al Contrabbasso e da Toti Canzoneri al Flauto. Il mio Look sarà curato dalla Scenografa e Costumista Laura Rossi.
   

 

marcotesta

lunedì, 26 maggio 2008, ore 15:38

Era un sabato notte e la mia anima danzava lieve e artistica, la sua pure, Pura, Oh quanto Ella mi suadeva e senza fare niente, per il solo esistere, per il solo modo di pensare, d’essere, benché tenuta a freno, un poco, ma capace di disciogliere se liberata al pieno certamente, la di Lei la sua, la mia, la notte, che fluiva al giorno nuovo come nulla fosse, brillando risa, sogni di gloria, aperture di noi e d’arte, e come fate o spiritelli, come luci riflesse dello splendere delle nostre anime, nel buio che poteva essere di noi complice, brillavano le lucciole. E ci avvolgevano, come stelle. "Poteva essere" dico ma non fu', poiché Lei già impegnata e innamorata di un altro.

 

-          Sono le due – Disse.

 
Sì. L’ora dell’amore - Pensai.
È meglio che vai…

 

-          Ciao

-          Ciao.

 

Come se mi avesse letto nella mente.
E scomparve.

 

Quindi canto una canzone, una canzone di molti anni fa’, ma la speranza non muore mai per cui.. )))

 

“… Che sarà, che sarà, che sarààààà.. Che sarààà della mia vita chi lo saaa.. So far tutto, forse niente ma.. domani, si vedrà.. Sarà, sarà quel che sarà”

 

E un'altra ancora:

 

“… Sì io lo so… Tutta la vita sempre solo non sarò.. Un giorno troverò, un po’ d’amore anche per me, per me che sono nullità, nella Immensità”

 

 

Ciao cari. La vita è bella.
Seppiatene gioirne,
comunque.

marcotesta

lunedì, 12 maggio 2008, ore 11:20

E' stato bellissimo.
Mi son divertito un sacco.
Ringrazio tutti coloro che vi han partecipato.
E dedico la poesia che segue
a una Favola moderna.. ;)

Quel che più Vale

 

D’io Miao quanto è bella!!

Da miagolar, mi viene

Lei fa fusa mia Cervella

 

Maaooo..

 

Maaooo..

 

Mah Oh..!

Perché mai

Innanzi a simil tal bellezza

Mi va in Tilt-e-lì, la Cabeza

Più non vuole funzionare

Più mantiene No..! Decenza

E risulto un libro aperto

Quasi pendo dalle labbra

Quando parla e ben professa

Se sorride è guerra persa

Sono suo al par di pezza

 

Che pazza anima è mai la mia

Che dinanzi a sì gentile

incantevole fanciulla

perde assi da giocare

mette bimba, tutto in tavola

 

No Marco, non devi far così

Devi mantenere un distacco

Farla interessare

Ci vuole tecnica

Strategia
Non sei un bambino,
insomma

 

Me lo dico m’ogni volta

È il mio istinto a comandare

E non la testa

 

E quando danza..

Ooh..!! Quando danza!

Lieve e armonica ella rotea

Fluttua e Turbina, Girotonda

In Lei la donna, in Lei

la bimba

 

Magnifica

 

 

 

marcotesta

martedì, 06 maggio 2008, ore 17:20

La Primavera dei Poeti germoglia a Venaria Reale

con la Festa delle Rose

 

 

Poeti Italiani e Stranieri declameranno testi poetici in contatto diretto con il pubblico, offriranno Petali-Poesia di Rose multicolore Giganti (realizzati dalla valente scenografa e costumista Laura Rossi) accompagnati musicalmente e con contorno di Performances itineranti. Venite a Cibarvi.

 

Un Evento a cura della Associazione dei Liberi Poeti “Les Droles”.

Coordinamento artistico: Laurent Leon e Marco Testa

 

Sabato 10 maggio: dalle ore 21 alle ore 23 – Piazza Annunziata 

 

  • Poeti Italiani e Palco aperto
  • Poeta Slam da Parigi
  • Marco Testa con il suo Blob Poetico Musicale realizzato con suoi testi e testi o parti di testo, di poeti altri. Quante teste, accidenti.. Mi gira.. )))

 

Domenica 11 maggio: dalle ore 15 alle ore 18 circa – Nella via Mensa e davanti alla Reggia

 

  • Interventi poetici musicali di strada, musica e musicalità Poetica ovunque, itinerante.
  • Poeti Italiani e Stranieri
  • Marco Testa alle ore 16 e 30 circa con il suo Blob Poetico realizzato con testi di alunni adolescenti e suoi testi interposti.
  • Palco aperto

  

Parteciperanno:

 

Il Poeta Benzinaio Venariese Marco Testa, il Poeta Mendicante di Milano Lorenzo Mullon, il treno urlante Francese Laurent Leon, la Poetessa Cubana Velia Lechuga Rey, da Parigi lo Slamer Abdel Haq, insieme ad altri 20 e più Poeti Italiani.

 

Sulle musiche di:

 

Emanuele Francesconi, Christian Balletto, Paolo Busillo, Donato Borraccia, Filippo Mongiardino, Claudio Nicola, Monica Genesio, Gianni De Nitto, Mauro Santolin

marcotesta

venerdì, 11 aprile 2008, ore 16:09

L’AQUILONE

 

Marco era al solito posto.

Sul fianco di una collinetta, lo sguardo volto al cielo,

il pensiero che andava oltre e si perdeva nel ricordo.

Tutto sembrava uguale a lui intorno.

I comignoli dei tetti all’orizzonte,

gli ultimi fumi che si innalzavano

cedendo il cielo al sole, del nuovo giorno

e i disegni che si formavano con il loro spandersi nell’aria:

Filiformi e armonici, sempre in mutamento,

capaci se li osservavi di rendere lieve anche il tempo:

Che ti appariva quasi fermo, dilatato nello spazio.

E i primi suoni della natura, il primo piangere dei bimbi,

il vibrare musicale delle foglie al vento.

 

Ma per Marco non era tutto uguale: Marco pensava al nonno.

Al suo nonno malgrado gli anni vivace bimbo,

compagno di giochi e di rimprovero,

rugoso, incorreggibile monello,

sognatore e distaccato,

testardo;

Forse un poco pazzo.

Nonno “Baleta”, lo chiamavano.

Certamente per le storie incredibili che raccontava.

Ma il nonno non c’era più.

Se ne era volato in cielo la notte prima,

e prima di andarsene volle bere vino e fumare il sigaro.

E le sue ultime parole, furono per Marco.

 

Marco, io adesso devo andare.

Qualcuno in cielo vuole sentire le mie storie, sembra.

Ma sarò sempre con te, te lo prometto.

Mi siederò su una nuvola

e ti guarderò dall’alto.

 

Sì, nonno..

 

Poi si spense e i suoi occhi si chiusero.

E al ricordo delle ultime parole del nonno

socchiuse gli occhi anche Marco. Era molto stanco.

Erano troppe le ore che era rimasto con lo sguardo volto al cielo,

a cercare di capire, su quale nuvola fosse il nonno.

Giunse mezzogiorno.

Un alito improvviso di vento parve accarezzare Marco.

Delicato e amorevole, come le mani del nonno.

Marco aprì gli occhi, e nel cielo vide

un aquilone bellissimo.

Che volava da solo, in alto.

Identico a quello che il nonno,

prima di morire

gli promise di fare.

E allora Marco sorrise,

commosso.

 

Grazie, nonno – disse.

 

marcotesta

martedì, 08 aprile 2008, ore 14:24

Gocce di Poesia

Pioviggina.
E' l'inverno che commosso lacrimando ci abbandona
è la Primavera che neonata, piange la vita
ed essa dona, e di memoria, e di futura
speranza di gioia
leggera.


marcotesta

martedì, 08 aprile 2008, ore 08:33

VERDE A PRIMAVERA

 

Poteva essere un mattino come tanti.

Ma la luce del sol nascente illuminava cuori e spazi

tra i quali il mio, che si allargava in volto

volto ad ammirare i fior nascenti

- del Lilium -

i suoi timidi germogli

che rendeva meno tossico il lavoro che faccio

bensì bello, sano, Solare. La mia stazione di carburanti.

 

Entra un cliente.

Una macchina grande e brillante.

Scende, dice cosa vuole, lo servo sorridente.

 

Cos’ha da essere così felice lei? – Mi chiede perplesso.

 

Io sorrido nuovamente e rispondo:

I fiori. Guardi: Stanno nascendo. E poi è una bella mattinata oggi.

 

Oh beh..!! – Ribatte – Bastasse questo per essere felici!

Sono altre le cose che importano, nella vita!

Le azioni, la borsa, i soldi..

 

Non gli rispondo. Aveva già detto tutto.

 

Ma egli dimentica,
che se la sua auto brilla così tanto, è merito del sole.

Che lui non ha, nel portafoglio.


marcotesta

venerdì, 14 marzo 2008, ore 08:43

Prima v'era Inverno
 
Ooh.. Che bella..!
la Primavera
che sta per giungere.
Le guance si arrossano di pulsioni
e non più, gelide di Inverno
volano i pensieri e non
le sciarpe, al vento
gli uccellini muovono il becco
canticchiando
e non battendolo
per il freddo.
E io,
ho scritto questo
marcotesta

giovedì, 06 marzo 2008, ore 10:48

Questa sera
alle ore 21 e 00

La Primavera dei Poeti
Presenta:

Letture e performances

invitato d'onore il Poeta francese
Yves Ughes

in collaborazione con il Centre Culturel Français di Torino
al "Teatro della Caduta" -  Via Buniva 24  - Torino



Ci sarò anche io a declamare..;)
marcotesta

sabato, 16 febbraio 2008, ore 08:57

Allora..)) Ieri ho partecipato alla Slam coi francesi a concorrere ed è stato molto, molto divertente. Non ho vinto ma pagherei per il solo assistere ad esibizioni di questo genere. Sono stati travolgenti. Non solo poesia di parole ma molta teatralità, cabaret, spontaneità di sentimenti espressi musicalmente. In una parola: SLAM..!!! Avrebbero meritato quasi tutti di vincere. Poi tra di loro ha vinto Ren, e il nostro Bartolo Botta. Due parole di elogio vorrei spenderle per il francese Nen, che con i suoi giochi di assonanze in Rap (per quelli che sono i miei gusti) avrebbe meritato almeno altrettanto il podio. E altre due parole di elogio vorrei spenderle per Brav (Arsenio Bravuomo) che è stato brav e divertente, per Boldis, i suoi testi son di piacevole ascolto e si avvertono i sentimenti, per Velia e la Bonetti, e ho apprezzato pure le francesi KcioP e Candiie. In quanto ai testi non li ho letti tradotti tutti, ma rimedierò presto a questa mia mancanza..))

Quello che segue è l’elenco di tutti i poeti partecipanti, che nell’aspettare che lo Slam iniziasse, ha alimentato in me la poesia ancora seguente.
 
BOTTA
TESTA
BRAV
BONETTI
BOLDIS
GIUNERANDI
GIRARD
MAGGY
CANDIIE
MAG
NEN
RENO
KCIOP (si legge CassioP)
C.CARL
VELIA
 
Ed ecco la poesia:
 
Botta in Testa..??
Ma Brav..!
Bo Netti 2 Bool, Dis.. Giù! Nei Rendi
e.. Girard!!!
Che Maggy e
Candiie
che Mag Nen Ren
Cassi o P
con.. Carl..!! 
Velia..!!!
marcotesta

lunedì, 11 febbraio 2008, ore 09:07

marcotesta

sabato, 22 dicembre 2007, ore 08:14

Bene. Lo Slam di Natale è stato divertente, entusiasmante, i poeti che concorrevano con me non erano soltanto validi ma pure simpatici. In particolare Giovan Bartolo Botta si è distinto per scioltezza e teatralità nell'esposizione, è un attore professionista e facilmente si collaborerà in futuro insieme, ma i miei testi sono risultati ai più maggiormente originali e umoristici, e questo ha fatto si che ci contendessimo io e lui la palma del vincitore. Poi ho vinto io.

Ancora un Grazie a tutti quelli che han preso parte all'iniziativa,
poeti e organizzatori e pubblico compreso.
Ciao
marcotesta

mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 10:54

  .. Mi immagino il Pianeta, tutto rosso e imbellettato   
  e una musica unisona che si libera nello Spazio 
  da vita a parabole a forma di cuore 
  raggiunge le Stelle, e civiltà 
  lontane  

  Magari stanche e che vogliono dormire 
  e che non gliene frega un Cappero 
  del Terren, Natale!  

marcotesta

mercoledì, 19 dicembre 2007, ore 10:34

Xmaslam 2007

La Gara Poetica di Natale

Stasera alle 21 e 30
al Daunbailò
Via Silvio Pellico,
angolo Via Belfiore
Torino

I Poeti classificati partecipanti sono:

Giuseppe Aricò
Giovan Bartolo Botta
Velia Lechuga Rey
Tommaso Giordano
Marco Testa
(.. io me.. )
Laura Bossi
Michele Morando
Mattia Galiazzo
Vipal
Marco Avetta
Chantal Ruffin
Anna Isabel Giaquinto
Lucia Giongrandi
Mihaela Dimitriu
Alessandro Bertolino
Fabio Sabbi

E oggi alle 16 e 30 su Radio Rai 3
si parlerà dell'evento

 

marcotesta

sabato, 03 novembre 2007, ore 15:00


Domenica 18 novembre
 
alle ore 21 e 30
Al Circolo “La Topia”
Strada dei Ronchi 16 - Cavoretto (TO)
www.circololatopia.com
 
 
Avrà luogo la Prima Edizione della rassegna:
 
Poe Topia Ndo
(poesia, scrittura e interventi d’arte)
 
 
Poeta Ospite:
 
Marco Testa
(…io me : )
 
 
Musiche di:
Emanuele Francesconi
 
marcotesta

domenica, 21 ottobre 2007, ore 11:13


COME FOGLIE
 PIU’ SECCATE, CHE SECCHE
 

In attesa della sua venuta.
 
Vibravano le emozioni,
friggevano le aspettative e le domande da fargli,
Speranze, seppur Lievi
da porgli.
Ma un sentimento era, ed è comune:
 
Il ceto politico dimentica o forse ignora
le sue fondamenta.
 
Il distacco che separa i vertici dalle strade è oramai vertigine,
alti piani di un palazzo che si perde nelle chiacchiere,
che si auto referenzia, che ci burla
decadente,
che oscilla a un solo soffio di voto o di corrente
che gira e si rigira, viene vortice.
Rischiando di cadere,
stupidamente.
 
E gli unici ad essere spazzati via,
sono quei che faticano a vivere.
Come foglie, fatte secche.
 
La domanda quindi è:
Come fate a non essere spazzati via anche voi,
siete incollati alle sedie??
marcotesta

venerdì, 21 settembre 2007, ore 13:52

SE POI RINASCO FACCIO L’ALLIBRATORE
 
 
Certo stabilire con precisione quale libro sia stato più fondamentale che un altro non è facile. Quando avevo 12 anni, un tizio forse convinto che i libri dovessero librarsi liberi (sarà stato un antesignano bookcrossing) scaraventò un dizionario di Latino dalla finestra. Il tomo discendendo dal cielo come una manna donò libertà a panni stesi, confuse le idee di una mamma, e pure le mie al piano di sotto mentre sperimentavo legge di gravità - io ho sempre amato la scienza - rilasciando saliva affacciato alla finestra. Il colpo fu secco. E quasi a premiarmi per la mia dedizione alla fisica mi rimase aperto in testa a mo’ di cappello, che se avessi avuto tanto di pergamena in mano e non la sola menata in testa sarebbe stato come prendere laurea. La corsa in ospedale fu talmente repentina, il mio caro papà amava me e la corsa, che non fosse stato per l’emergenza il libro paga dei vigili avrebbe avuto un incremento di cassa fenomenale. Giunsi all’ospedale.
 
Appena entrai mi apparvero bende e garze e siringhe abnormi, e si udivano pianti e peti e atroci urla, da rendere nere le mie pagine di storia. Ma poi mi apparve la madonna. Le pagine ritornarono al colore originario, bianco come la mia innocenza, si fa per dire, e si tinsero subito di rosso, come l’intimo che immaginai sotto al camice dell’infermiera, vero angelo sulla terra. Era bellissima. La sua voce modulava e accarezzava anima. Non parlava, cinguettava. Gentile e musicale come uccelli nella foresta. Immaginai le sue corde vocali vibrare armoniose come rami che danzano sfiorati dalla brezza. Il suo petto era in fiore. Le sue labbra due ciliegie. Dio! Come mi sarei arrampicato su quella pianta. Solo le sue mani non erano gentili: mi accarezzavano solo la testa. Decisi allora di estendere  il mio dolore anche al collo e giù più ancora, ma senza nulla ottenere: l’infermiera era un angelo e non una quaglia. Mi accontentai quindi della visione e di qualche bacio sulla guancia, e da allora i miei sogni mutarono, persero ultima innocenza, s’innalzarono bramanti la vita, e all’altezza della stessa, s’innalzava pure la coperta. Ecco, quel libro mi cambiò la vita.
 
Ma mi domando: quel libro lo si può contare? Forse no, non può contare: non era un libro di matematica. Ma allora quali libri cambiano veramente il destino di vita? I libri che s’infilano sotto al tavolo quando balla e ci rende incerta la pietanza? I libri che per apparire interessanti certuni donano a una fanciulla per poi impaginarla? O quelli che si lasciano invecchiare forse convinti che ne guadagni il sapore, su un comodino o su una mensola? No, questi no. Cambierebbero la vita di acari e non la nostra. Ma forse anche la nostra. Non leggendoli cambia la nostra possibile futura percezione della vita, rimanendo irrimediabilmente la stessa. Ma quali allora? Quelli di cucina? Quelli contabili di un imprenditore se esaminati dalla finanza? Sono sempre più perplesso.
 
Credo che a me personalmente con i libri sia andata bene. A casa mia erano presenti quasi solo i fumetti, e quelli hanno le figure, e talune anche sexy. È andata meno bene a un mio amico però. Lui sì che può dire che i libri gli han cambiato la vita; o almeno una parte. E individuando pure quali, e senza esitazione.
 
Il poveretto si ritrovò obbligato a studiare geografia e anatomia del corpo umano in accaldanti pomeriggi d’estate, e non ricordo più quali altre materie, poiché bocciato in prima superiore. E mentre noi amici e la sua ragazza ci libravamo al mare, non di parole scritte ma volando incespicanti in secchielli e gambe al sole, da lui volavano solo sberle se non continuava a studiare. E le sue guance divenivano talmente calde e rosse di manate, e le nostre invece gioiose, calde e rosse sì, ma di sole. E mentre lui si atterriva per il destino beffardo noi a terra ci si buttava apposta per impanarci di sabbia. E tutti a correre sotto la doccia per veder la pelle riapparire, lentamente. E la sua amata com’era bella da vedere. E noi maschietti tutti intorno a dimostrarle approvazione. Il suo boy non c’era, qualcuno lo doveva pur fare. Lui dal canto suo si bagnava di lacrime al sol pensiero e di sudore. Gocce enormi sulle pagine gli cancellavano parole. E non gli hanno chiesto proprio quelle, poi, all’esame?! Riuscì a ripetere tre volte la prima superiore. Poi decise di lavorare. La sua ragazza nel frattempo lo aveva mollato, stanca di doversi fare consolare.
 
Ma io dico! La geografia non la si può imparare viaggiando? Saltando e librandosi dal tetto di un treno in corsa all’altro come ho visto in televisione? O in macchina con mamma e papà, va anche bene, purché con le cuffie e la propria musica e non obbligati a sorbirsi la loro distorsione di vane parole! O meglio ancora in treni e nascosti tra il bestiame, come nei western, così si eviterebbero anche i libri sul mondo animale. E in aereo? Sarebbe perfetto: più librarsi di così! Insomma, va tutto bene: basta vivere e viaggiare! E poi diciamocelo, per l’anatomia, non può bastare giocare al dottore?
 
Ora vi lascio, mi son reso conto di aver detto un sacco di cazzate, prometto di cambiar vita, allargo quindi le braccia e, mi libro dal balcone..;)
marcotesta
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categoria : letteratura

venerdì, 21 settembre 2007, ore 13:46

L’angolo dei bisogni
A cura del dottor Killèr
 
PSSSHH. SCROLL. ZIP..!!
E fu’ subito lago. Fine.
 
Non temete. Niente di sconcio, tanfico e giallo. Nemmeno desidero destinare ad un uso marrognolo questo foglio di carta. Niente di ciò, malgrado il su titolo. Ma allora che cosa? Cosa vuol dire questo “pssshh. Scroll. Zip”? Semplice: è l’estensione di un File zippato. File che l’out dì, l’altro giorno per capirci in Italo-Turin-English, giorno peraltro all’insegna del fuori, OUT appunto, File che dicevo, nel pensare che scrivere in questo bianco di foglio mi è giunto al cervello. Cervello il mio, quasi elettronico. Di certo un po’ intronico. Ho poi dezippato. Ecco a voi quanto: creare in questa rubrica un angolo dove voi, noi, essi, dove i pazzi, dove i fessi, dove i d’amore cotti, i di astio lessi, dove i belli, dove i brutti, proprio tutti, in toto e in loco, si vuota il sacco. Sacco ripeto, non urinale. Scrivete quindi, apritevi, a me confessate i vostri bisogni, quelli più bassi, purché non di soldi, perché in quelli casi fo’ parte dei sordi, ditemi tutto, per filo e per segno, persino l’orrore, persino lo sdegno. Tutto! Che io vi assalvo. Ecco allora, la prima lettera giuntemi. Lettera rigorosamente falsa, non fate caso pertanto ai complimenti rivoltemi.
 
O Insigne Magnifico Egregio Dottore (meglio abbondare) O Illustre, Cervello, O Luminare, chi vi scrive è una massaia con il peso degli anni: gli anni vissuti a sopportar mio marito. Un incubo desto! Destro di fede! Sinistro di aspetto! E a letto la notte, mai niente nel mezzo! Un orso! Un bitorzo! Incapace di tutto! Sempre in pantofole. E quando lo chiamo, assai poco lesto. Sol quando lo chiavo, lo stronzo, allor viene subito. Ho deciso pertanto di ucciderlo. Almeno di polizza si renderebbe utile. Potrei – ho pensato – stratificare di cera il pavimento di casa, così quando arriva e mette pattine, scivola indietro e magari si ammazza. Ma quel bipede bolo, più largo che alto, con il culo che si ritrova, salverebbe la nuca battendo sfintere. E poi, non vorrei mi rompesse il mobiletto vicino alla porta regalato da mamma. No, no, così non si può. Buttarlo giù dal balcone nemmeno. Nel cadere quel bue farebbe assai danno. Nel migliore dei casi spaccherebbe il marciapiede, che a tutti appartiene, e non è un buon esempio di senso civico. Ma allora che fare? Come liberarmi di quell’obeso di inetto? Di inchilo? Di intollo? Potrei avvelenarlo. Ma con cosa? 6 kg di cozze di un mare in petrolio? Con cibi scaduti? Funghi sconosco? Vini in cartone ad un prezzo irrisorio? Oppure i 2 salti, i cibi McPaper, Paola e Chiara tutto il giorno? O un anno visione de il Grande Fratello? Non so. Forse così, bestia com’è, si accorgerebbe di nulla. Dovrei utilizzare veleni più forti. Ma temo di assistere nel corso di mortis, a tutta una serie di lingue e boccacce, rantoli e gemiti, rivolte di occhi; e io mi spavento. E poi.. chi mi assicura che la bavetta, che probabilmente gli uscirebbe di bocca, non mi rovini il divano, il tavolo, o il letto? Vede Dottore, sono molto confusa. La prego mi aiuti.

Firmato: Una stanca massaia, non poco ma assaia.
 
Cara massaia, ho letto attentamente la tua lettera, e hai tutta la mia comprensione. Ed è risaputo che Io, in quanto Dottore, comprendere savio. Ritieniti dunque Molto compresa. Povera cara, chissà quanti amari indigesti bocconi avrai dovuto ingerire. Quel bovino di tuo marito, deve avertene fatte passare davvero tante di pene. Per questo Io dico: pane al pane, pene al pene. E chi di pene ferisce, di pene perisce. Prepara quindi, considerato il periodo magari a Natale, uno bello pranzetto; vis a vis col maiale – il tuo porco marito – solamente voi due, a luminar di lumino, e poi spezie e poi vino, ma soprattutto, chili di Viagra a ripieno tacchino! Dubito il porco arrivi al mattino. Otterrai in questo modo sicura giustizia, la sua polizza vita, e finalmente, una buona scopata.
marcotesta