Il Natale si avvicina,
e con esso l’occasione annuale
di essere più buoni.
Di pensare a chi sta peggio,
di elargire, di far doni.
Eheh )))
Non sapete a chi donare una parte, seppur piccola, dei vostri averi?
Siete stufi delle pie di turno, delle orsoline, o di solite associazioni?
Sostenete anche un Poeta: Marco Testa!
Regalando ai vostri amici o a voi stessi, o a clienti, dipendenti meritevoli, fornitori, collaboratori, insegnanti e alunni, non di meno ai discepoli o a parenti vari o ad altri affetti, uno o più dei miei libretti. Di poesie, che mi auto produco. Vanno bene anche per tenere in piano un tavolo dondolante o per pulirsi il di dietro in mancanza d’altre carte. Però prima leggeteli, magari. Ma non siete obbligati ovviamente..))
Posso farvene avere quanti ne volete, nessun problema, la mia poetica ironica e demenziale la conoscete, credo non servano altre parole.
I miei libretti al momento sono 3.
Uno si intitola “Buon Raccolto” ed è una raccolta di poesie leggere e giocose adatto anche ai bambini, infatti in ultimo c’è anche una poesia di mia figlia Marta che ha scritto quando aveva 8 anni prima di trasferirsi in Sicilia con la mia ex. Il disegno di copertina è un pagliaccetto che ha fatto lei stessa all’età di 4 anni.
Il secondo si intitola “Cattivo Raccolto” ed è una raccolta di mie poesie ironiche grottesche e demenziali. Il disegno di copertina è un paesaggio che ho fatto una domenica mattina quando avevo 15 anni, dopo la mia prima notte d’amore. Quello che vedete in testa al Blog.
Il terzo si intitola “Verde Spiranza” ed è una raccolta di miei testi in prosa poetica, risposte scemiserie a domande postami, tipo cosa sia la poesia, l’arte, quali libri ci han cambiato la vita ecc.. Il disegno di copertina è una elaborazione grafica da foto realizzate entrambe dal fraterno amico Matteo Gamba.
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Spero l’offerta possa interessarvi, per i miei libretti auto producendomi non posso mettere un prezzo in copertina, ma li fornisco a voi su offerta. Tipo chiedere l’elemosina, tipo i mendicanti di una volta che campavano con la poesia. Se interessati, chiedetemi pure maggior dettagli, ditemi quanti ne volete e quanto intendete e potete offrirmi.
Per chi volesse magari dell’altro, ho ancora delle copie del mio libro “Acqua e Vite” pubblicatomi dalla Firenze Libri Editore. Una raccolta noir grottesca di miei racconti.
L’AQUILONE
Marco era al solito posto.
Sul fianco di una collinetta, lo sguardo volto al cielo,
il pensiero che andava oltre e si perdeva nel ricordo.
Tutto sembrava uguale a lui intorno.
I comignoli dei tetti all’orizzonte,
gli ultimi fumi che si innalzavano
cedendo il cielo al sole, del nuovo giorno
e i disegni che si formavano con il loro spandersi nell’aria:
Filiformi e armonici, sempre in mutamento,
capaci se li osservavi di rendere lieve anche il tempo:
Che ti appariva quasi fermo, dilatato nello spazio.
E i primi suoni della natura, il primo piangere dei bimbi,
il vibrare musicale delle foglie al vento.
Ma per Marco non era tutto uguale: Marco pensava al nonno.
Al suo nonno malgrado gli anni vivace bimbo,
compagno di giochi e di rimprovero,
rugoso, incorreggibile monello,
sognatore e distaccato,
testardo;
Forse un poco pazzo.
Nonno “Baleta”, lo chiamavano.
Certamente per le storie incredibili che raccontava.
Ma il nonno non c’era più.
Se ne era volato in cielo la notte prima,
e prima di andarsene volle bere vino e fumare il sigaro.
E le sue ultime parole, furono per Marco.
Marco, io adesso devo andare.
Qualcuno in cielo vuole sentire le mie storie, sembra.
Ma sarò sempre con te, te lo prometto.
Mi siederò su una nuvola
e ti guarderò dall’alto.
Sì, nonno..
Poi si spense e i suoi occhi si chiusero.
E al ricordo delle ultime parole del nonno
socchiuse gli occhi anche Marco. Era molto stanco.
Erano troppe le ore che era rimasto con lo sguardo volto al cielo,
a cercare di capire, su quale nuvola fosse il nonno.
Giunse mezzogiorno.
Un alito improvviso di vento parve accarezzare Marco.
Delicato e amorevole, come le mani del nonno.
Marco aprì gli occhi, e nel cielo vide
un aquilone bellissimo.
Che volava da solo, in alto.
Identico a quello che il nonno,
prima di morire
gli promise di fare.
E allora Marco sorrise,
commosso.
Grazie, nonno – disse.